
Mi chiamo Fabrizio Laurentaci. Attualmente insegno a Roma, presso il TAN scuola di danza e arti performative, di cui sono anche direttore artistico, e a Bracciano. Insegno danza da 37 anni ed ho al mio attivo docenze anche a livello internazionale.
Mi sono laureato e specializzato con il massimo dei voti in Composizione coreografica nel 2007 presso l'Accademia Nazionale di Danza e nel 2017 ho conseguito la Laurea magistrale in Arti e Scienze dello spettacolo presso La Sapienza di Roma. Mi occupo di Physical Theatre da quasi 20'anni, tenendo laboratori, workshop e masterclass in Italia e all'estero. Ho collaborato con istituzioni universitarie (IUSM Roma) e scolastiche (Liceo artistico Enzo Rossi, e con istituzioni nel campo della salute mentale (ASL Roma A).
Workshop di Physical Theatre
La ricerca è quella di uno spazio vivente, aperto e sensibile agli stimoli provenienti da tutti i suoi partecipanti e alla loro condivisione. Gesti, passi e azioni proposte, costituiranno il “database“ di partenza da elaborare, al
quale, successivamente, si aggiungeranno caratteristiche motorie, suoni, oggetti, figure e strumenti compositivi per canalizzarne l’ espressione. Si presta molta attenzione anche alle possibili interazioni tra gesto e parola. Per i
partecipanti è fondamentale l’atteggiamento mentale per riuscire a raggiungere obiettivi realmente apprezzabili sia a livello individuale, che di gruppo. La percezione del proprio Sé e del gruppo come realtà necessaria anche
dell’esperienza individuale, è una delle fasi determinanti. Non è importante il livello professionale, quanto piuttosto la predisposizione mentale a lavorare
insieme e a lasciarsi trasportare dall’interiorità. Quando gli elementi costitutivi del gruppo sviluppano un sentire comune diventano un tutt’uno e, pur mantenendo ciascuno le sue peculiari differenze, consentono al gruppo di essere un’individualità forte composta dalle energie di tutti. La forza di questa “individualità“ è data dalla sinergia che si crea al suo interno. I componenti del gruppo potrebbero percepirsi come potenziali performers di un momento significativo. Ciascuno con la propria fisicità. Questa esperienza si prefigge di incentivare in ciascuno dei partecipanti la propria unicità. Il vero performer mette in visione la propria presenza fisica e la trasforma in presenza scenica, quindi in espressione.
Questo rende visibile l’invisibile.